Cultura, sport e turismo contribuiscono alla qualità della vita e alla coesione sociale del Paese. La cultura è un impegno costituzionale e civile, lo sport è benessere e diritto sociale, il turismo è un settore economico con forte impatto su certe specifiche aree. Tuttavia, questi ambiti sono spesso gestiti in modo separato, con norme frammentate, competenze sovrapposte e politiche pensate per distribuire risorse invece che per ottenere risultati.
Proponiamo un approccio integrato fondato su dati, responsabilità chiare e trasparenza.
Servono regole semplici e comuni per la cultura, riconoscimento delle heritage communities (Convenzione di Faro), digitalizzazione accessibile e filiere creative trasparenti.
Nello sport, chiediamo più ore di educazione motoria, un piano infrastrutturale per impianti moderni e una riforma della governance per sostenere le ASD e promuovere lo sport di base.
Nel turismo, l’obiettivo è garantire regole uniformi, trasparenza e tracciabilità attraverso una banca dati nazionale (BDSR) e una classificazione aggiornata, delle strutture, contrastando overtourism ed evasione ed evitando interventi pubblici distorsivi.
Le risorse finanziarie pubbliche, per quanto riguarda questi ambiti, devono essere orientate alla tutela e al recupero del patrimonio, allo sviluppo territoriale e infrastrutturale, eliminando ogni sussidio o sostegno diretto volto a mitigare e/o sostituirsi al rischio di impresa.
Cultura, sport e turismo non hanno bisogno di sussidi, ma di regole stabili, trasparenza e valutazione dei risultati.
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