La trasformazione digitale dei sistemi finanziari riguarda tre ambiti distinti ma collegati: euro digitale, cripto-attività e stablecoin. ORA! adotta una posizione realistica e non ideologica: riconoscere le opportunità tecnologiche e strategiche senza sottovalutare i rischi per utenti, stabilità finanziaria e politica monetaria.
Accogliamo con cauto ottimismo il progetto dell’euro digitale. Secondo le autorità europee, un sistema di pagamenti indipendente dai circuiti tradizionali più diffusi, in larga parte extra-UE, può rafforzare la resilienza dell’area euro e garantire la continuità dei pagamenti anche in presenza di pressioni politiche da parte di Paesi terzi. Dal punto di vista del mercato interno, può inoltre diventare uno strumento di inclusione finanziaria e digitale.
Sul piano pratico, l’euro digitale potrebbe offrire costi di transazione più bassi rispetto ad alcune soluzioni basate su carte, funzionalità offline e un livello elevato di tutela della privacy, pur nel rispetto dei requisiti normativi e antiriciclaggio. Queste caratteristiche lo renderebbero adatto ai piccoli importi e ai pagamenti quotidiani, compresi i contesti in cui il contante resta ancora prevalente.
Le cripto-attività non sono una forma di moneta tradizionale né la sostituiscono: sono asset digitali con caratteristiche ibride. Possono essere usate come strumenti di investimento, come infrastrutture di pagamento o come base per la tokenizzazione di attività reali e finanziarie. Ridurre il fenomeno alla sola speculazione sarebbe miope, perché le tecnologie di registro distribuito possono aumentare l’efficienza dei mercati e abilitare nuove forme di trasferimento e rappresentazione del valore.
Le stablecoin, in particolare quelle ancorate a valute fiat e qualificate come e-money token ai sensi di MiCAR, si collocano all’intersezione tra cripto-attività, sistemi di pagamento e strumenti di riserva di valore. Possono contribuire all’efficienza dei pagamenti, alla riduzione dei costi di transazione, alla programmabilità della moneta, all’integrazione con l’economia digitale e alla tokenizzazione degli asset.
Il primo problema riguarda l’euro digitale. La sua configurazione finale presenta ancora margini significativi di incertezza, soprattutto sotto il profilo operativo e tecnico. I limiti quantitativi alle somme detenibili dagli utenti e la mancata remunerazione sono comprensibili per evitare disintermediazione bancaria e preservare la stabilità finanziaria, ma possono evolvere nel tempo e diventare strumenti attivi di politica monetaria.
Il rischio è che l’euro digitale si sposti da infrastruttura neutrale e complementare ai mezzi di pagamento esistenti a leva discrezionale di policy. Questo avrebbe implicazioni sulla prevedibilità del sistema, sulla fiducia degli utenti e sul rapporto tra euro digitale, carte, contante e strumenti più innovativi come le stablecoin.
Il secondo problema riguarda le cripto-attività. Il settore è in una fase di transizione: persistono volatilità, opacità di alcuni operatori, dinamiche speculative e rischi di utilizzo in contesti illegali o per eludere controlli. Bitcoin e altre cripto-attività possono avere una funzione di diversificazione, ma non possono essere presentate come strumenti privi di rischio né come riserva di valore stabile.
Il terzo problema è l’alfabetizzazione finanziaria. In Italia la cultura finanziaria resta limitata e può esporre i risparmiatori a decisioni non pienamente informate. Le cripto-attività possono essere considerate solo come componente minoritaria di portafogli diversificati, destinata a investitori consapevoli della loro rischiosità.
Il quarto problema riguarda le stablecoin. MiCAR affronta rischi reali, come liquidità, corse ai rimborsi, custodia delle riserve, stabilità finanziaria e sovranità monetaria. Tuttavia, l’attuale configurazione può risultare eccessivamente rigida: quota minima obbligatoria di depositi bancari, limiti stringenti di concentrazione e restrizioni sugli strumenti finanziari ammissibili rischiano di aumentare i costi operativi e favorire operatori extra-UE soggetti a regimi più flessibili.
Proponiamo che l’euro digitale mantenga un ruolo equilibrato: deve affiancare i sistemi di pagamento tradizionali e le innovazioni future senza introdurre distorsioni o incertezze eccessive nel comportamento degli operatori economici.
La comunicazione pubblica e la chiarezza del disegno operativo sono decisive. L’euro digitale deve essere percepito come infrastruttura di resilienza, autonomia europea e inclusione nei pagamenti, non come strumento instabile o come leva discrezionale di politica monetaria.
L’approccio regolamentare deve fondarsi su equilibrio e neutralità tecnologica: non ostacolare l’innovazione, ma non sottovalutarne i rischi. Va evitato sia un eccesso di deregolamentazione, sia un irrigidimento normativo che penalizzi lo sviluppo del settore in Europa.
Sul piano fiscale, ORA! sostiene il superamento dell’attuale trattamento penalizzante delle cripto-attività in Italia. L’aliquota sulle plusvalenze al 33% è superiore a quella prevista per altri strumenti finanziari con analoghe caratteristiche di rischio, tassati al 26%. Una fiscalità equa e coerente deve basarsi su uniformità e neutralità, evitando discriminazioni che spingano operatori e capitali verso giurisdizioni più favorevoli.
Sul piano della vigilanza, proponiamo un rafforzamento del ruolo di ESMA ed EBA e un accentramento dei processi autorizzativi per gli operatori CASP, con l’obiettivo di garantire condizioni di parità competitiva, maggiore certezza giuridica e sviluppo ordinato del mercato.
Le stablecoin devono potersi sviluppare come infrastruttura complementare all’euro digitale e ai sistemi di pagamento esistenti. Il quadro regolatorio deve consentire innovazione e competitività europea senza compromettere stabilità finanziaria e protezione degli utenti.
Proponiamo di rivedere i limiti quantitativi sulle riserve, consentendo una maggiore allocazione in strumenti finanziari altamente liquidi e sicuri, come titoli di Stato di elevata qualità. Servono criteri più flessibili di diversificazione e concentrazione, fondati su valutazioni di rischio effettivo e non solo su soglie rigide.
Va favorita una gestione delle riserve più efficiente, anche attraverso una maggiore integrazione con i mercati dei capitali europei. La parità competitiva internazionale deve essere garantita evitando che la prudenza regolamentare diventi un fattore di svantaggio per gli operatori europei.
Infine, è necessario un approccio evidence-based per monitorare e valutare i rischi per la politica monetaria derivanti dalla diffusione di stablecoin ancorate all’euro. Poiché il meccanismo di riserva integrale può creare canali di trasmissione capaci di amplificare la volatilità dei mercati obbligazionari europei o alterare l’efficacia della politica monetaria, serve un coordinamento più forte tra BCE e autorità di supervisione sulle cripto-attività.
La posizione di ORA! distingue tre piani. L’euro digitale è uno strumento potenzialmente utile per resilienza monetaria, autonomia europea e inclusione nei pagamenti, ma deve restare un’infrastruttura neutrale e complementare. Le cripto-attività non sono una sostituzione della moneta tradizionale, ma un ecosistema da regolare con equilibrio, riconoscendone innovazione e rischi. Le stablecoin possono diventare un’infrastruttura rilevante per pagamenti e mercati digitali, a condizione che la regolazione europea sia solida ma proporzionata.
L’obiettivo complessivo è costruire un ecosistema europeo innovativo, competitivo e sicuro, capace di cogliere le opportunità della trasformazione digitale mantenendo elevati livelli di tutela degli utenti e stabilità del sistema finanziario.
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