Reggio Emilia, 12 agosto 2026 – Le recenti linee guida sul cosiddetto “tetto del 30%” per gli alunni stranieri nelle classi, rilanciate dal Ministro Valditara, confermano un approccio puramente ideologico che non ha alcuna aderenza né con la realtà sociale delle nostre scuole, né con la situazione concreta del territorio reggiano.
Come movimento ORA! non siamo disposti ad accettare che la scuola pubblica venga utilizzata come terreno di scontro elettorale. I dati emersi in questi giorni parlano chiaro: a Reggio Emilia oltre una classe su cinque è costretta alla deroga, ma il dato più eclatante è che quasi il 67% degli studenti classificati burocraticamente come “stranieri” è nato in Italia. Sono bambine e bambini che parlano la nostra lingua, vivono i nostri quartieri e frequentano le nostre scuole fin dall’infanzia.
Secondo dati recenti dell’anno scolastico 2024/2025 la percentuale di scuole primarie con più del 30% di alunni considerati stranieri al primo anno è pari al 14,8%, percentuale che gradualmente scende fino al 12,6% per il quinto anno. Nella secondaria di I grado si va dall’11,7% di scuole che al primo anno hanno una percentuale superiore al 30% fino al 5,2% il 3° anno. Per la secondaria di II grado le percentuali vanno dal 7,8% al primo anno al 4,8% il quinto anno. Qui si parla di un numero significativo di scuole, che già di suo rende le linee guida rilanciate da Valditara praticamente irrealizzabili.
Pensare di risolvere la complessità sociale sradicando gli studenti dai propri plessi scolastici, o costringendo le famiglie a cercare posto in altri comuni pur di far quadrare una percentuale astratta, denota una scarsa o del tutto assente conoscenza della dotazione e della logistica del nostro sistema scolastico. Spostare alunni come se fossero pacchi non crea inclusione, ma genera disagio, sradicamento e disuguaglianza.
Siamo di fronte alla totale subordinazione dell’arte politica alla propaganda. Queste percentuali rigide sembrano scritte per soddisfare gli spettatori dei notiziari o per raccogliere interazioni sui social, non per risolvere i problemi concreti dei ragazzi che ogni giorno vivono le nostre scuole. Direttive ministeriali simili non offrono alcuna vera soluzione rispetto al tema dell’inclusione limitandosi a scaricare sui dirigenti scolastici e sui sindaci un “gioco di prestigio” matematico inapplicabile. Il bisogno educativo non si misura con il colore del passaporto.
«Per governare la realtà servono strumenti, non slogan. Per questo, ORA! avanza tre proposte concrete e immediatamente attuabili per supportare davvero le scuole», dichiarano congiuntamente Laura Scalfi, componente della Segreteria Nazionale ORA! con delega alla Scuola, e il Gruppo Istruzione ORA!-Emilia Romagna:
È tempo di smettere di rincorrere percentuali vuote, piegando la realtà effettiva al sensazionalismo. La scuola pubblica è il luogo dove si costruisce il futuro della nostra comunità, e per farla funzionare servono investimenti reali, non diktat ideologici. È ORA di cambiare rotta.
Laura Scalfi, Componente Segreteria Nazionale ORA! con delega alla Scuola
Gruppo Istruzione ORA!-Emilia Romagna
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