Mentre erano in corso la guerra con l’Iran e le operazioni in Libano, il governo israeliano di Benjamin Netanyahu ha approvato 34 nuovi insediamenti ebraici nei territori palestinesi occupati della Cisgiordania, portando a 103 il totale delle autorizzazioni approvate dall’inizio della legislatura corrente, iniziata il 29 dicembre 2022. Fino a quella data, in Cisgiordania esistevano in tutto 127 insediamenti, considerati illegali dal diritto internazionale. Si tratta pertanto di un aumento dell’80%.
A questi numeri vanno aggiunti i circa 220 avamposti (comprese fattorie) considerati illegali anche dallo Stato di Israele, ma tollerati dalle autorità militari che controllano i territori della Cisgiordania.
Il movimento pacifista israeliano Peace Now denuncia che il governo ha accelerato le procedure: sono previste infrastrutture energetiche, idriche ed elettriche ancora prima del completamento dell’iter di regolamentazione fondiaria, una prassi inusuale rispetto al passato che mira a garantire immediata sopravvivenza agli insediamenti. Questa “frenesia” avviene in vista delle elezioni, con l’obiettivo di creare “fatti compiuti sul terreno” e lasciare una situazione di “terra bruciata”.
ORA! Afferma che questa non è autodifesa, è prepotenza ispirata da fondamentalismo religioso, irriguardosa anche delle più basilari regole del diritto e della convivenza Internazionale
Secondo Peace Now, la decisione di approvare i 34 nuovi insediamenti è stata presa dal gabinetto di sicurezza il primo aprile, ma è stata mantenuta riservata per diversi giorni e resa pubblica solo dopo il cessate il fuoco con l’Iran per non irritare la Casa Bianca. La maggior parte dei 34 nuovi insediamenti — tra i quali ci sono anche avamposti illegali già esistenti adesso in via di legalizzazione — riguarda aree remote del territorio montuoso, in quasi tutti i quadranti della Cisgiordania e prevalentemente nell’Area C (territori sotto il pieno controllo amministrativo e militare dell’esercito israeliano).
Significativi gli sviluppi intorno a Gerico, dove i tre nuovi insediamenti (Tzuri, Elisha e Dia) completeranno l’accerchiamento della città palestinese. Nella città di Gerico è presente anche la sede operativa della missione italiana MIADIT Palestina dei Carabinieri, che addestra le forze di sicurezza dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP).
ORA! Chiede che il Governo italiano e gli altri paesi europei si esprimano contro questa ennesima prevaricazione e facciano quanto è in loro potere per limitare queste azioni d’Israele
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