6 Campagne per il 2026

ORA! lancia 6 campagne politiche, su 6 temi, nei primi 6 mesi del 2026

Salute e Servizi Sanitari

Tesi Programmatica

Contesto

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano si trova oggi di fronte a una congiuntura di sfide complesse e urgenti, che ne minacciano l’equità, l’efficienza e la sostenibilità. L’obiettivo primario della riforma è garantire il diritto fondamentale alla salute per tutti i cittadini, come sancito dalla Costituzione. Il contesto socio-demografico è segnato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento della domanda di assistenza.

L’attuale situazione del SSN è caratterizzata da criticità strutturali importanti, tra cui il sotto-finanziamento, la carenza di personale sanitario, le disparità regionali nell’accesso e nella qualità delle cure e una frammentazione organizzativa e digitale. Questi fattori rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini nel sistema pubblico, favorendo un progressivo ricorso alla sanità privata.

Per affrontare tale scenario, è necessario un approccio olistico e integrato. La tesi programmatica si fonda su cinque pilastri strategici: il rilancio degli investimenti pubblici, la valorizzazione del capitale umano e della formazione, lo sviluppo della medicina territoriale, l’integrazione con il Terzo Settore, un forte impulso alla prevenzione e l’innovazione tecnologica. L’obiettivo finale è costruire un sistema sanitario più resiliente, equo e moderno.

Panoramica delle Principali Criticità del SSN

Il SSN italiano è afflitto da macro problemi strutturali e congiunturali che ne compromettono l’efficacia, l’equità e la sostenibilità.

  1. Sottofinanziamento e Sostenibilità Economica: La spesa sanitaria pubblica italiana, in rapporto al PIL, si conferma stabilmente tra le più basse d’Europa. Nel 2022, secondo CERGAS-Bocconi su base OECD, l’Italia ha destinato il 6,7% del PIL alla sanità pubblica, una quota significativamente inferiore rispetto a Germania (10,9%), Francia (10,1%) e Regno Unito (9,1%), mentre Spagna si attesta al 7,2%. La spesa pubblica pro capite è tra le più basse tra i grandi paesi europei, con circa 2.885 euro in Italia contro oltre 5.800 euro in Germania e 4.375 euro in Francia. L’Italia ha registrato una stagnazione delle risorse pubbliche pro capite in termini reali nell’ultimo decennio, a fronte di una crescita negli altri paesi avanzati, aggravando il definanziamento strutturale del SSN. Parallelamente, la quota di spesa privata diretta (out-of-pocket) a carico delle famiglie è cresciuta dal 21,5% al 22,7% tra il 2010 e il 2022, mantenendosi tra le più elevate nell’area OCSE. Questi oneri si accentuano ulteriormente per via dei costi crescenti legati all’aumento dell’incidenza tumorale e alla spesa per farmaci oncologici, che nel 2023 ha raggiunto circa 4,8 miliardi di euro a carico del servizio pubblico, secondo dati AIFA.

  2. Carenza e Disaffezione del Personale Sanitario: Si registra una decrescita costante del personale medico e infermieristico, legata a programmazione insufficiente e politiche limitative. Le retribuzioni annuali degli specialisti e degli infermieri sono quasi il 22% in meno della media OCSE. Le condizioni lavorative difficili, l’elevato carico burocratico e lo stress causano burnout, che colpisce oltre la metà dei professionisti sanitari (52% dei medici e 45% degli infermieri). Il precariato e il lavoro flessibile sono aumentati del 44,6% tra il 2019 e il 2022, con il ricorso a medici “a gettone” che solleva problemi di sicurezza e costi elevati.

  3. Disparità Regionali e Iniquità nell’Accesso: Esistono forti differenze tra Nord e Sud in termini di qualità, efficacia e accesso ai servizi. Molte regioni del Mezzogiorno sono inadempienti rispetto ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in almeno uno dei tre ambiti (prevenzione, distrettuale e ospedaliera). Questo genera una significativa migrazione sanitaria, dimostrando la “cronicizzazione” delle difficoltà dei sistemi sanitari regionali meridionali.

  4. Inefficienza Organizzativa e Gestionale: La regionalizzazione ha creato 21 modelli diversi. La frammentazione organizzativa, la burocrazia eccessiva, le liste d’attesa lunghe e la scarsa integrazione tra ospedale e territorio penalizzano la continuità e la qualità delle cure, con conseguenti accessi impropri al pronto soccorso. La Medicina Territoriale è insufficiente e i Medici di Medicina Generale (MMG) mancano di una specializzazione universitaria riconosciuta. Si registrano ritardi nell’attuazione del PNRR, in particolare per la creazione di Case e Ospedali di Comunità.

  5. Digitalizzazione e Innovazione Tecnologica Carenti: Digitalizzazione e Innovazione Tecnologica insufficienti: i sistemi informativi sono frammentati, spesso basati su tecnologie datate e non integrate tra loro (complesso lo scambio dei dati). Il basso livello di formazione digitale del personale sanitario, i rischi legati alla cybersecurity e la normativa inadeguata frenano l’adozione di sistemi e tecnologie avanzate, come la telemedicina e l’AI.

  6. Prevenzione Sottoutilizzata: La prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) è insufficiente. Circa il 40% dei nuovi casi di tumore e il 50% dei decessi oncologici sono evitabili agendo sui fattori di rischio modificabili (fumo, alcol, sedentarietà, obesità). L’adesione agli screening oncologici e la copertura vaccinale per HPV (del solo 30% contro l’obiettivo del 95%) sono parziali e disomogenee. L’inquinamento ambientale è un fattore di rischio critico.

  7. Inadeguatezza delle Cure per Fragili e Specifiche Categorie: La gestione di anziani e pazienti cronici è insufficiente, con carenze nell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e nelle cure intermedie. La salute mentale soffre di sottofinanziamento (solo 3,4% della spesa) e frammentazione. Le cure palliative sono limitate e spesso tardive. Il supporto ai caregiver non è normativamente riconosciuto e manca di adeguata valorizzazione.

  8. Rapporto Pubblico-Privato Squilibrato: Si assiste a una privatizzazione parziale e mal regolamentata. Il privato convenzionato tende a concentrarsi sulle prestazioni più remunerative, a scapito della garanzia uniforme dei LEA.

  9. Carenza di Ricerca e Innovazione Coordinata: Il finanziamento alla ricerca biomedica è frammentato e ammonta a circa l’1,3% del PIL, inferiore alla media UE del 2,3%.

Finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale

Contesto

Il finanziamento è la leva fondamentale per la sostenibilità e l’equità del SSN. Il definanziamento cronico ha comportato l’incremento della spesa out-of-pocket dei cittadini al 26,2% nel 2023, indebolendo l’universalità del sistema. I costi aumentano esponenzialmente a causa dell’invecchiamento demografico e dell’innovazione terapeutica (soprattutto in oncologia). L’inefficienza organizzativa, la frammentazione della digitalizzazione, il rapporto non ottimale con il privato e la carenza di ricerca coordinata contribuiscono a uno squilibrio finanziario complessivo.

Proposte

Aumento delle Risorse e Equità Fiscale:

  1. Rifinanziamento Congruo: Rilanciare il finanziamento pubblico per recuperare il definanziamento storico del SSN rispetto alla media UE.
  2. Ripartizione Equa: Integrare fattori socioeconomici nel riparto regionale delle risorse per ridurre le disuguaglianze e superare la sola logica demografica.
  3. Fiscalità: Valutare tasse specifiche su prodotti nocivi (es. tabacco, bevande zuccherate) per finanziare la prevenzione e le cure oncologiche. Valutare il trasferimento dei fondi derivanti dall’abolizione delle agevolazioni fiscali per la sanità integrativa al finanziamento del SSN. Revisione delle detrazioni fiscali e delle esenzioni, rese più selettive e proporzionate secondo criteri di appropriatezza e reddito.

Transizione verso un Modello Ibrido e Integrativo:

  1. Mutualismo Obbligatorio Integrativo: Introdurre gradualmente schemi mutualistici e assicurativi obbligatori integrativi (sul modello tedesco Krankenversicherung e PflegeVersicherung), con contribuzione a carico del lavoratore e dell’azienda, con particolare attenzione alle coperture per Long Term Care (LTC), pur mantenendo l’universalità del sistema pubblico.
  2. Investimenti in prevenzione: Destinazione vincolata di almeno il 20% dei fondi mutualistici/assicurativi a programmi di prevenzione strutturata e screening, monitorati su media mobile quinquennale tramite indicatori misurabili di esito ed impatto.
  3. Coperture familiari: Previsione di meccanismi di estensione agevolata delle coperture ai familiari e progressiva armonizzazione della protezione dei pensionati, in collaborazione con INPS e altri enti di previdenza.
  4. Impatto aziendale: Valutare l’inquadramento nel Welfare Aziendale, per minimizzare l’impatto sui costi d’impresa e simultaneamente offrire strumenti flessibili nella negoziazione, prevedendo anche misure compensative (es. controlli malattia risk-based)
  5. Riconduzione out of pocket a logiche di sistema: Monitoraggio strategico coordinato con la programmazione sanitaria nazionale per garantire efficacia, ridurre le asimmetrie territoriali e mantenere la natura universalistica del sistema.

Ottimizzazione e Controllo delle Risorse

  1. Efficienza Strutturale: Chiusura e concentrazione di servizi che non raggiungono i volumi minimi di attivitàstabiliti dal DM70, per motivi di sicurezza e costo.
  2. Governance: Riformare la governance dirigenziale con monitoraggio basato su indicatori clinici ed economici. Introduzione di criteri stringenti per l’inserimento e la permanenza nell’“Elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di Direttore generale”, con possibili esclusioni temporanee definitive in caso di disavanzi gestionali rilevanti reiterati per più esercizi, al netto di investimenti strategici.
  3. Funzioni aziendali: separazione tra funzioni di erogazione (Aziende Ospedaliere) e quelle di programmazione (ASL), prendendo esempio da modelli consolidati in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, con l’obiettivo di eliminare conflitti di ruolo e rafforzare la trasparenza e qualità gestionale nelle Regioni
  4. Appropriatezza: Implementare un rigoroso controllo dell’appropriatezza prescrittiva per limitare esami strumentali e visite non necessari.
  5. Semplificazione Burocratica: Semplificare le pratiche per la rimborsabilità dei farmaci e ridurre il carico amministrativo.
  6. Concentrazione Nazionale: Centri ad altissima specializzazione (come i centri trapianti o oncologici di riferimento) dovrebbero essere ridotti, gestiti e programmati a livello nazionale, al di fuori del controllo regionale, per ottimizzare costi e ricerca.

Rafforzamento del Rapporto Pubblico-Privato:

  1. Regolamentazione Rigorosa: Regolamentare il privato convenzionato esigendo che non si concentri solo sulle prestazioni più remunerative, ma garantisca un bilanciamento dei servizi nel rispetto dei LEA.
  2. Rimborso per Liste d’Attesa: Prevedere il rimborso delle spese sostenute dai pazienti per visite specialistiche private in caso di liste d’attesa lunghe, in particolare in aree critiche come l’oncologia, dove un ritardo diagnostico aumenta i costi.
  3. Definizione di Ruoli: Orientare l’erogazione di parte pubblica verso le prestazioni più complesse, focalizzando l’erogazione di parte privata per l’evasione di grandi quantità di prestazioni a minore complessità.

Formazione e Sviluppo del Personale Sanitario

Contesto e Problemi di Personale

Il personale sanitario rappresenta la principale risorsa del SSN, ma soffre di criticità strutturali. La programmazione degli accessi ai corsi di laurea e specializzazioni è stata inadeguata e disomogenea tra le Regioni, con carenze gravi di infermieri e medici in aree chiave (pronto soccorso, anestesia, medicina generale). Le retribuzioni restano inferiori del 20–25% rispetto alla media OCSE, a fronte di crescenti difficoltà nelle condizioni di lavoro. Tutto ciò alimenta burnout (oltre il 50% dei professionisti), medicina difensiva, fuga verso il privato e l’estero. La formazione è ancora troppo incentrata sull’ospedale, poco orientata alla prevenzione, al lavoro in team e carente nelle competenze comunicative e digitali; le professioni non mediche non dispongono di percorsi accademici avanzati, con sottoutilizzo delle competenze nei nuovi setting territoriali.

Proposte

Personale sanitario

  1. Programmazione e Retribuzioni: adeguare gli accessi ai corsi di laurea ai fabbisogni reali del SSN; riallineare gli stipendi alle retribuzioni europee; garantire pagamento certo degli straordinari; incentivare le aree critiche; estendere la libera professione intramoenia a tutte le professioni; ridurre l’uso dei “gettonisti”.
  2. Riduzione della Burocrazia e Sicurezza: semplificare i compiti amministrativi attraverso la digitalizzazione; rafforzare i protocolli anti-aggressione; attivare programmi di formazione e supporto psicologico per il burnout.
  3. Responsabilità Professionale: depenalizzare l’atto medico limitando la responsabilità penale ai soli casi di colpa grave.
  4. Formazione Trasversale: potenziare competenze in comunicazione, prevenzione, digitale, lavoro in team con altri professionisti sanitari e non.
  5. Formazione Specifica: istituire lauree magistrali e dottorati per le professioni sanitarie non mediche; valorizzare formalmente le competenze acquisite attraverso master e corsi; orientare maggiormente la formazione ai nuovi setting territoriali; rivedere i curricula medici distinguendo i percorsi clinici da quelli orientati alla ricerca.

Riconoscimento e Riforma della Formazione MMG:

  1. Scuola di Specializzazione Universitaria: Istituire una Scuola di Specializzazione universitaria per i MMG, con didattica erogata da enti universitari e programmi che preparino al lavoro in team multidisciplinari (come previsto dai nuovi modelli di Case e Ospedali di Comunità).
  2. Percorso Strutturato: Prevedere un percorso formativo strutturato (es. tronco comune biennale in reparti chiave) con verifica degli obiettivi formativi.

Formazione Continua e Competenze Ibride:

  1. ECM Innovativa: Superare gli approcci formali dell’Educazione Continua in Medicina (ECM), promuovendo modelli blended, l’utilizzo di Realtà Virtuale e Intelligenza Artificiale per tematiche strategiche (salute territoriale, digitale, cure palliative).
  2. Formazione Digitale Obbligatoria: integrare competenze mediche e informatiche, prevedendo la formazione digitale obbligatoria per tutto il personale sanitario, con la creazione di nuove figure professionali ibride
  3. Formazione Oncologica: Implementare programmi di formazione integrata e specifica in oncologia geriatrica e psico-oncologia.
  4. Comunicazione come Atto Terapeutico: Formazione specifica per i MMG e gli specialisti sulle tecniche di comunicazione ed educazione sanitaria, riconoscendo la comunicazione come un atto terapeutico essenziale per l’alleanza terapeutica.

Medicina Territoriale

La Medicina Territoriale riveste un ruolo fondamentale all’interno del nostro Sistema Sanitario. Rappresenta il luogo in cui si assiste l’individuo in modo globale, supportando i suoi bisogni di salute fisica, sociale e mentale (OMS). Tutela gli individui secondo criteri di equità, universalità e uguaglianza, con particolare attenzione ai pazienti fragili. Permette al paziente di essere curato nel contesto domiciliare e comunitario. Consente la creazione di un rapporto di fiducia tra medico e paziente. Deve fare servizio di prevenzione primaria, diagnosi precoce, educazione alla salute; deve creare connessioni con i servizi sociali, con il terzo settore, con la comunità; previene l’instabilizzazione delle patologie e le ospedalizzazioni. E’ ora che la Medicina Territoriale compia il salto di qualità: dai modelli ospedalocentrici a un sistema territoriale che valorizzi davvero il lavoro del personale sanitario

Proposte

  1. Creazione di équipe multiprofessionali. È necessario superare la visione dei singoli professionisti che lavorano in autonomia e passare ad una visione in cui i diversi sanitari (medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi) lavorano in modo integrato e interconnesso (anche con gli ospedali). Questo vale anche per quanto riguarda la salute mentale che deve prevedere Unità Operative polispecialistiche. Inoltre, l’attivazione di reti territoriali con enti locali, scuole, terzo settore e famiglie può favorire interventi proattivi e domiciliari, capaci di intercettare i bisogni in contesti di vulnerabilità sociale.
  2. Dare continuità alla Missione 6 del PNRR e al DM 77. Serve una cabina di regia nazionale che attraverso un sistema di incentivi e di sanzioni favorisca una tempestiva e corretta realizzazione dei programmi in essere (in particolare Case di Comunità e Ospedali di Comunità). E’ necessario reclutare personale che lavori nelle suddette strutture. I MMG vanno incentivati ad avere lo studio professionale all’interno delle Case di Comunità, offendogli supporto segretariali e infermieristico. Inoltre si può pensare di assumere specializzandi all’ultimo anno di formazione.

Salute Mentale, Terzo Settore e Fragili

Contesto e Problemi

La gestione della fragilità (anziani, cronici, malati terminali) è insufficiente e spesso sfocia in ospedalizzazione, a causa della carenza di assistenza territoriale. Solo una piccola percentuale di anziani riceve cure domiciliari adeguate. La salute mentale è afflitta da sottofinanziamento (3,4% della spesa pubblica sanitaria), frammentazione e disomogeneità di accesso. Le cure palliative sono limitate e tardive. Il Terzo Settore (ETS), pur essendo una risorsa imprescindibile per la capillarità e il supporto ai caregiver, è ancora scarsamente integrato nella programmazione pubblica a causa di incertezze normative e burocrazia.

Proposte

Rafforzamento dell’Assistenza Territoriale e Domiciliare:

  1. Potenziamento ADI e Palliative: Espandere l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e le cure palliative, integrandole precocemente con i trattamenti attivi.
  2. Piano Obbligatorio Regionale: Un provvedimento legislativo dovrebbe imporre alle Regioni piani annuali per raggiungere almeno il 90% della popolazione fragile con assistenza domiciliare socio-sanitaria entro il 2028.
  3. Moduli H24: Realizzare moduli socio-sanitari e sussidiari di attenzione ai più deboli, operativi 24 ore su 24.
  4. Ruolo MMG: Rafforzare il ruolo centrale del Medico di Medicina Generale come coordinatore della presa in carico, monitoraggio delle cronicità e supporto alle terapie.

Rilancio della Salute Mentale

  1. Incremento del Fondo: Incrementare progressivamente il Fondo Nazionale per la Salute Mentale, vincolando la spesa ad almeno il 5% della spesa sanitaria pubblica, destinato a Dipartimenti di Salute Mentale (DSM), Neuropsichiatria Infantile e Adolescenziale (NPIA) e Servizi per le dipendenze (Ser.D.)
  2. Valutazione per Esiti: L’erogazione dei fondi deve essere subordinata al rispetto dei LEA e all’introduzione di indicatori qualitativi di esito centrati sulla persona.
  3. Integrazione e Prevenzione: Riorganizzare i servizi territoriali superando la frammentazione e potenziando la prevenzione e l’intervento precoce, con attenzione ai giovani e ai disturbi del neurosviluppo.
  4. Riforma Sanità-Giustizia: Riformare il coordinamento tra sanità e giustizia, potenziando le REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) e le cure penitenziarie.
  5. Ser.D: Riconoscere le dipendenze patologiche come parte integrante della salute mentale. È necessario potenziare i Ser.D, oggi sottofinanziati e disomogenei, e favorire un modello integrato con i servizi psichiatrici.

Integrazione Strutturale del Terzo Settore

  1. Coprogettazione: Garantire la piena e strutturale integrazione del Terzo Settore (ETS) nell’assistenza a fragili e anziani. Promuovere la coprogettazione tra enti pubblici e ETS per sviluppare servizi personalizzati e sostenibili, basati su regole trasparenti e criteri oggettivi fondati sull’impatto sociale.
  2. Fondi Congiunti e Formazione: Facilitare l’accesso congiunto a fondi europei e nazionali. Investire nella formazione integrata di professionisti sanitari e volontari per una cultura collaborativa.
  3. Campagne Congiunte: Attivare campagne congiunte di prevenzione e promozione della salute, valorizzando il ruolo delle associazioni come presidio di sorveglianza e riduzione dell’isolamento sociale.

Prevenzione, Salute Collettiva e Sostenibilità del SSN

Contesto e Problemi

La prevenzione è un investimento politico ed economico strategico, capace di ridurre l’incidenza delle malattie e abbattere la spesa sanitaria evitabile. L’invecchiamento demografico e la diffusione di fattori di rischio modificabili (fumo, alcol, sedentarietà) minacciano la sostenibilità del SSN. Nonostante gli sforzi, l’adesione agli screening oncologici e alle vaccinazioni raccomandate resta parziale e disomogenea, in particolare nel Sud. Agire sui fattori di rischio modificabili, come migliorare l’alimentazione e incentivare l’attività fisica, potrebbe prevenire fino al 30-40% dei tumori.

Dimensioni della Prevenzione

La prevenzione si articola su tre livelli:

  • Primaria: Agisce sui determinanti sociali, ambientali e comportamentali (fumo, inquinamento, dieta, sedentarietà).
  • Secondaria: Favorisce la diagnosi precoce attraverso screening efficaci (mammella, colon-retto, cervice uterina) e controlli mirati.
  • Terziaria: Mira a ridurre complicanze e recidive, migliorando la qualità di vita di chi convive o ha superato una malattia cronica.

Proposte

Strategia Organica e Strumenti Fiscali

  1. Priorità Strategica: Riconoscere la prevenzione come pilastro strutturale della politica sanitaria.
  2. Approccio Interdisciplinare: Sviluppare una strategia organica e trasversale tra salute, scuola, ambiente, trasporti e politiche sociali.
  3. Misure Fiscali: Aumento progressivo della tassazione su prodotti nocivi (tabacco, alcol, bevande zuccherate, cibi ultraprocessati) per disincentivarne il consumo.
  4. Norme Ambientali: Fissazione di standard nazionali e controlli rigorosi sull’inquinamento ambientale (PM2.5, metalli pesanti) e dotazione di impianti di ventilazione adeguata in luoghi pubblici.

Rafforzamento della Prevenzione Clinica e Stili di Vita

  1. Estensione Screening e Vaccinazioni: Estendere e migliorare l’adesione agli screening oncologici. Potenziamento delle vaccinazioni raccomandate (HPV, Herpes Zoster, epatite B), fondamentali per la prevenzione di specifici tumori.
  2. Promozione Stili di Vita: Investire in palestre della salute pubbliche, programmi obbligatori di attività fisica nelle scuole, e mense scolastiche e aziendali che promuovano la dieta mediterranea.
  3. Check-up Periodici: Definire giornate nazionali di check-up, utilizzando anche mezzi mobili attrezzati per raggiungere le popolazioni nei borghi.

Finanziamento e Formazione:

  1. Fondo Nazionale Vincolato: Creare un Fondo Nazionale permanente per la prevenzione, vincolato e finanziato anche dalle tasse sui prodotti nocivi, dedicato alle attività di prevenzione e salute ambientale, con criteri di monitoraggio rigorosi.
  2. Formazione Continua: Inserire nella formazione universitaria e ECM competenze su stili di vita, nutrizione, esercizio fisico, salute ambientale e counseling motivazionale.
  3. Educazione Scolastica: Introdurre nei curricula scolastici la salute come materia trasversale.

L’implementazione coerente di queste misure può portare a una riduzione del 30% della mortalità prematura da malattie croniche entro il 2035.

Innovazione e Qualità

Proposte

  • Sanità digitale: standard nazionali obbligatori per protocolli e architetture. Rafforzare il FSE come infrastruttura centrale. Adozione di soluzioni per l’efficienza, l’efficacia, l’appropriatezza (Telemed, BI & Data Analytics, CUP). Uso dell’AI in tutte le potenzialità (diagnostica, medicina personalizzata, telemed, R&S e sviluppo farmaci).
  • Ricerca Biomedica: Riforma del finanziamento ora frammentato, istituendo un Ente di Supervisione Nazionale (come un Istituto Nazionale per la Ricerca Biomedica) che coordini, programmi e finanzi la ricerca.
  • Standardizzazione: Definizione di Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) Nazionali Standardizzati e rafforzamento della Rete Oncologica Nazionale con un ente di supervisione.
  • Tutela Pazienti: Rafforzamento del Diritto all’Oblio Oncologico per i guariti.

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