Lavoro e politiche sociali​

Un nuovo patto tra generazioni per aumentare la produttività e sostenere la crescita salariale.

L’Italia lavora poco, produce poco e spende troppo.

L’occupazione resta tra le più basse d’Europa, la produttività è ferma da vent’anni e le rigidità scoraggiano chi vorrebbe assumere o crescere. Intanto il welfare, tra pensioni e assistenza, assorbe oltre 400 miliardi l’anno, a fronte di soli 240 miliardi di contributi: un sistema che pesa sui giovani e frena la crescita.

Per uscire da questo circolo vizioso servono riforme radicali ed equilibrate, capaci di unire equità e competitività. Tre le direttrici:

  • Sostenibilità ed equità intergenerazionale, con un sistema pensionistico unico, trasparente e attuarialmente neutro.
  • Flexsecurity, per un mercato del lavoro dinamico ma sicuro, con tutele chiare e politiche attive vere. Merito e pari opportunità: contrattazione decentrata, parità di genere, inclusione e una PA che premia chi fa bene.>

Più lavoro, salari più alti, un welfare sostenibile. Il resto è status quo.

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