L’Europa non può permettersi di restare attore immobile tra Stati Uniti e potenze autoritarie. Serve un’Unione pragmatica e capace di agire, non un’utopia federalista degli Stati Uniti d’Europa, oggi irrealizzabile. L’obiettivo è rafforzare la sovranità europea rendendola più competitiva, efficiente e, soprattutto, utile ai cittadini.
Sul cambiamento climatico, l’Europa deve mantenere la leadership ma con realismo economico, concentrando gli sforzi dove la riduzione delle emissioni è più efficace, anche fuori dai propri confini ed evitando ambiziose transizioni che danneggiano il suo sistema economico con pochissimo rendimento dal lato delle emissioni.
Sul piano economico e finanziario, è urgente completare l’Unione dei Mercati dei Capitali e l’Unione Bancaria, semplificare le regole e unificare le infrastrutture post-trading. Serve un mercato unico che premi innovazione e investimento, non burocrazia e frammentazione.
Una Difesa europea integrata è ormai indispensabile per garantire sicurezza e autonomia strategica, così come un approccio nucleare europeo coordinato, basato sulla deterrenza condivisa. Nella misura in cui questo è possibile l’integrazione militare può e deve avvenire anche fra un numero limitato di paesi disposti ad integrare la propria difesa.
Nel digitale, occorre meno regolazione (AI Act, Chat Control) e più libertà di innovare, superando l’iper-normativismo che soffoca startup e PMI.
Infine, l’Europa deve evolvere politicamente in modo graduale ma deciso: più votazioni a maggioranza qualificata, più efficienza, meno tecnocrazia. Solo così potrà diventare una potenza sovrana, competitiva e rispettata nel mondo.