Università e ricerca

Spendiamo meno della metà della media UE per l’istruzione terziaria, finanziando gli atenei con
logiche baronali non meritocratiche. Molti ricercatori emigrano, e chi restaaffronta burocrazia e sottofinanziamento. La qualità dell’istruzione e della ricerca permangono – fatte salve alcune isole felici – sostanzialmente sotto gli standard europei. Per rendere l’università un motore d’innovazione, competitiva e accessibile occorre:

  • Aumento della spesa sino alla media dei paesi con il nostro livello di reddito.
  • Aumentare la competizione sui fondi basata sulla qualità di ricerca e/o didattica, incrementare l’autonomia gestionale, finanziaria e salariale degli atenei,fino ad arrivare alla trasformazione in fondazioni senza scopo di lucro. Garantire una gestione trasparente, regolare e scalabile dei grant nazionali.
  • Abolire il valore legale del titolo, perfavorire autonomia nella didattica e riconoscimento dei titoli stranieri.
  • Costruire campus universitari nelle aree periferiche e interne.
  • Università gratuita condizionalmente al merito: maggiori borse di studio erogate a inizio anno accademico, con requisiti di reddito e merito più stringenti; prestiti d’onoree percorsi dedicati per studenti lavoratori.
  • Promuovere collaborazioni tra ITS e atenei per creare università professionalizzanti. Potenziare corsi ITS e IFTS orientati all’occupabilità immediata.
  • Promuovere spin-off, incubatori, dottorati industriali. Investire sulla figura dei tecnologi e ridurre la burocrazia per liberare i ricercatori da compiti amministrativi.

Rendiamo l’università italiana un motore d’innovazione, meritocratica e accessibile.

Il nostro programma

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