L’Italia non ha una strategia energetica efficace. Pur avendo speso miliardi in incentivi e bonus, abbiamo costi elevati che minacciano la deindustrializzazione, fortissima dipendenza da fornitori esteri ed elevate emissioni poiché le fonti fossili sono ancora maggioritarie. E l’energia, in Italia, ha uno dei prezzi più alti dell’Occidente.
L’Italia deve avere un piano per garantire energia sicura, pulita e a costi competitivi. Per questo, è necessario sviluppare rinnovabili di larga scala (con reti e accumuli) riducendo e poi eliminando gli inefficienti sussidi. Soprattutto, occorre reintrodurre con estrema urgenza il nucleare nel mix energetico. Al tempo stesso, va promossa l’elettrificazione dei consumi energetici.
Non solo il cambiamento climatico minaccia l’ambiente: la biodiversità, molto ricca in Italia e fonte dei c.d. servizi ecosistemici, è in rapido declino. Per difenderla è necessario migliorare la gestione delle aree protette e investire con coraggio in tecnologie che riducano l’impatto umano (ad esempio nell’agricoltura e allevamento)
Quanto alla gestione dei rifiuti, la crescita dimensionale delle imprese e l’affidamento del servizio ad enti a capitale prevalentemente privato possono aumentare l’efficienza.
Infine, la razionalizzazione delle normative ambientali e di sostenibilità può portare a sburocratizzazione e ad una migliore tutela dell’ambiente.