Un nuovo patto tra generazioni per aumentare la produttività e sostenere la crescita salariale.
L’Italia lavora poco, produce poco e spende troppo.
L’occupazione resta tra le più basse d’Europa, la produttività è ferma da vent’anni e le rigidità scoraggiano chi vorrebbe assumere o crescere. Intanto il welfare, tra pensioni e assistenza, assorbe oltre 400 miliardi l’anno, a fronte di soli 240 miliardi di contributi: un sistema che pesa sui giovani e frena la crescita.
Per uscire da questo circolo vizioso servono riforme radicali ed equilibrate, capaci di unire equità e competitività. Tre le direttrici:
Più lavoro, salari più alti, un welfare sostenibile. Il resto è status quo.